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MIELE MILLEFIORI DEL SALENTO

7.50
Il miele millefiori è uno dei più comuni e più diffusi e sa conquistare tutti con il suo sapore delicato. Mai uguale a sé stesso, ogni vasetto è un estratto del territorio e della stagione in cui è stato prodotto dalle api. Se qualcuno ti ha detto che è un prodotto di serie B rispetto ai più raffinati e ben identificabili monoflora, fatti una bella risata! Il miele millefiori ha una grande ricchezza aromatica: è frutto dell’estro creativo della natura. È una tavolozza di tonalità e gradazioni straordinarie che possono regalare sensazioni ogni volta nuove e inattese. È ricco di nutrienti ed è un super alleato per combattere i mali di stagione. Inoltre, nutre capelli e pelle. Scopriamo insieme tutte le caratteristiche di questo sano e delizioso alimento, oltre ai suoi utilizzi cosmetici.

Un prodotto unico dell’estro della natura

Il miele millefiori proviene da fiori di specie diverse. A seconda del colore può essere distinto in due tipologie:
  • Millefiori dal colore chiaro, quasi trasparente: il suo sapore, molto delicato e dolce, lo rende piacevole a tutti e adatto a molteplici usi e ricette. È amato anche dai più piccoli;
  • Millefiori dal colore un po’ più scuro e ambrato: ha un gusto più deciso e può ricordare vagamente la melata. È tipico delle zone montane, dove numerose sono le piante di castagno e frutti di bosco.
Il miele millefiori è un prodotto unico nel suo genere, che può avere origine in varie zone: collinari, montuose e pianeggianti. Unisce in sé le proprietà di svariate piante: profumo e sapore possono avere note diverse, che cambiano a seconda della zona di produzione. Al palato la sua scala aromatica è estremamente ampia e peculiare e può riservare sorprendenti aromi, mai uguali tra loro. Anche il momento della raccolta influisce notevolmente sulle caratteristiche del miele: le piante da cui le api attingono il nettare subiscono continue evoluzioni di mese in mese e possono quindi aggiungere sfumature di gusto particolari in periodi diversi. ape che succhia il nettare su un fiore viola

Il segreto del millefiori? Aromi e profumi sempre diversi

Il miele millefiori viene prodotto in zone molto diverse tra loro, non solo geograficamente ma anche per le varietà di fiori dalle quali è ricavato. Ad alte altitudini, come in montagna, troveremo sempre specie di piante diverse rispetto alle zone di pianura o di collina. La provenienza geografica influisce sulle caratteristiche organolettiche del prodotto, che può assumere colori e sapori particolari, con gradazioni sempre uniche. La caratteristica comune a tutti i millefiori, quella che lo rende tanto amato e utilizzato, è comunque il variegato mix di piante che lo compongono. Non c’è mai un millefiori identico a un altro. Se si considerano tutte le possibili combinazioni (periodo, luogo, varietà) è facile intuire qual è il suo segreto: è impossibile determinarne caratteristiche precise e ricorrenti. La prerogativa del miele millefiori è l’ampiezza di aromi e profumi che lo compongono e che possono stupire ogni volta chi lo sceglie.  

Ricco di nutrienti, elisir di salute e bellezza

Il miele millefiori è più ricco di sostanze nutritive rispetto alle varietà monoflorali: i pollini di specie vegetali differenti tra loro, infatti, lo rendono un vero e proprio concentrato di nutrimenti. Scopriamo quali sono le sue proprietà più importanti:
  • Ottimo per bambini, donne in gravidanza e anziani: è un importante alimento energetico per chi è in fase di crescita o per chi deve rinvigorire le forze. Favorisce lo sviluppo delle ossa. Si ritiene che sia anche in grado di migliorare le funzioni cognitive. Può essere un utile apporto nutrizionale per le donne in gravidanza, così come per chi è in convalescenza. È una preziosa fonte di energia anche per gli sportivi.
  • Secondo alcuni studi, il miele millefiori potrebbe essere utile anche per contrastare le allergie stagionali. Assumendolo a piccole dosi, si riscontra un miglioramento delle reazioni dell’organismo.
  • Nutre pelle e capelli: è ottimo per preparare impacchi e maschere naturali per migliorare aspetto e tonicità della cute. Può essere utile anche per contrastare l’acne in modo del tutto naturale. È efficace per la cicatrizzazione di ferite e bruciature. È indicato anche per alleviare il rossore e il prurito determinato dalle punture di zanzara grazie alle funzioni antibatterica e lenitiva. Restituisce luminosità e vigore alla chioma
  • Non contiene glutine, quindi è adatto anche per chi ha problemi di celiachia o intolleranze.
 

Molte calorie, ma buone e subito disponibili

Una porzione di 100 grammi di miele millefiori contiene 304 calorie, così distribuite:
  • zucchero: 82 g
  • fibre alimentari: 0,2 g
  • proteine: 0,3 g
  • potassio: 52 mg
  • sodio: 4 mg
  • lipidi: totalmente assenti
Tra gli zuccheri predominano fruttosio, glucosio e maltosio. Questo può far tirare un sospiro di sollievo a chi si preoccupa degli effetti negativi sulla bilancia. Il fruttosio è un prodotto completamente naturale, meno dannoso degli zuccheri raffinati dall'uomo. Rilascia energia più lentamente senza l’intervento dell’insulina, senza creare picchi glicemici che possono essere negativi per l’organismo. Le calorie sono immediatamente disponibili; ottimo per fissare i minerali, nello specifico calcio e magnesio nelle ossa. Le altre componenti principali del miele millefiori sono acqua, acidi, proteine, sali minerali, soprattutto potassio e sodio; racchiude anche pigmenti e aromi dei fiori, enzimi, vitamine del gruppo B e vitamina C. Essendo un ottimo dolcificante naturale può essere utilizzato anche in numerose ricette di cucina, ma per mantenere inalterate le proprietà benefiche è consigliato utilizzarlo a freddo.  

Scegli miele millefiori grezzo

Il metodo di produzione influisce molto sulle proprietà antibatteriche e antiossidanti del miele, per questo è bene acquistare un prodotto grezzo e fresco, cioè non sottoposto a lavorazione industriale, e di preferenza biologico. In altre parole, la varietà dei fiori deve essere frutto del lavoro delle api che, in aree naturali, sono libere di volare per raccogliere nettare e polline dove preferiscono, combinando le fioriture. Sono quindi “false” le combinazioni ottenute meccanicamente, con un processo di miscelatura posteriore realizzato dall’uomo in fase produttiva per mettere insieme elementi diversi. Il millefiori è come una dolce fotografia del luogo da cui proviene: è l’espressione a tutto tondo di odori, colori e sapori di un territorio. Non dimenticare che è comunque un prodotto di nicchia e che ogni vasetto può essere una sorpresa diversa dalle precedenti. Scegli quindi un prodotto privo di sostanze chimiche, non pastorizzato e non confezionato da più di un anno, in modo che le sue proprietà benefiche non siano alterate. L’ideale è preferire un miele locale, prodotto dall’apicoltore di fiducia o la cui origine sia controllata. Per andare sul sicuro, meglio optare per piccole aziende artigianali in negozi specializzati, sia online, sia al dettaglio. Se proviene da zone di montagna, dove l’aria è meno inquinata, risulta più salutare e più ricco di sostanze nutritive.  

È naturale che cristallizzi! Come conservarlo bene

Attenzione ai falsi miti: non è vero che un miele è di qualità solo se è liquido. La cristallizzazione è un processo naturale ed è un segno della sua genuinità. In altre parole, è una caratteristica intrinseca del miele. Solo alcune tipologie (per esempio quello di acacia) non subiscono questa trasformazione. La cristallizzazione si verifica in tempi diversi, a seconda della composizione del prodotto. C’è una regola precisa: maggiore è il contenuto di glucosio, prima si verifica il processo. Il miele millefiori, per esempio, tende a cristallizzare in fretta, già dopo alcuni mesi. Per evitarne l’indurimento e avere un prodotto che non cambia il proprio stato liquido, alcune aziende applicano uno stratagemma: la pastorizzazione a 75° gradi. Attenzione, però, a questo particolare: riscaldare il miele fino a queste alte temperature fa perdere alcune qualità benefiche. Come fare per conservare bene il miele millefiori? Grazie alle sue proprietà antibatteriche, ha una durata lunga, ma alcune caratteristiche dell’ambiente come umidità, calore e luce possono influire sulla sua composizione. È consigliato quindi richiudere bene il barattolo dopo l’utilizzo e conservarlo in un luogo asciutto, a temperatura ambiente.  

Uso in cucina del miele millefiori

Il miele millefiori, con il suo sapore dolce e sorprendente per le sue tante note diverse, si può usare in modi svariati in cucina: provane un cucchiaino nel caffè o latte, sulle fette biscottate, ma anche nello yogurt naturale. Si può usare anche sul gelato, nelle macedonie e per preparare biscotti e torte. Ottimo accompagnato ai formaggi, diventa una presenza immancabile per condire le insalate: per esempio, sperimentalo con finocchi crudi, pomodori secchi, pinoli, arance, olive nere, sale rosa e olio extravergine d'oliva.  

Il miele: una storia che attraversa i secoli

Fin dall’antichità, il miele ha rappresentato per l’uomo l’unico alimento zuccherino concentrato. Le prime tracce risalgono al IV millennio a.C. L’etimologia deriva probabilmente da melit, parola della lingua ittita. Il miele è arrivato fino a noi attraverso millenni, civiltà e religioni diverse:
  • Nell’antico Egitto gli apicoltori seguivano la fioritura delle piante lungo le sponde del Nilo, in quanto era loro usanza porre dei vasi pieni di miele di fianco alle mummie. Inoltre era utilizzato per ricette alimentari e per la cura di piaghe e piccole ferite.
  • Sumeri producevano maschere a base di argilla, miele e olio di cedro.
  • Nel codice di Hammurabi sono presenti “frasi” che tutelano gli apicoltori dai furti.
  • Per i Greci aveva un ruolo fondamentale nei riti in cui venivano praticate offerte votive ed era considerato “il cibo degli dei”, fatto cadere dal cielo per allietare la vita mortale.
  • Romani lo utilizzavano come conservante e dolcificante; ne importavano una grande quantità dalle isole greche, dalla Spagna e da Malta (il cui nome è probabile che derivi da terra del miele).
  • Nella religione induista è considerato uno dei “cinque elisir dell’immortalità”, mentre in quella buddista è indicato come la condizione di “beatitudine suprema”. Per i cristiani “scorre come un fiume nella Terra Promessa” (Antico Testamento).
Con i suoi millefiori, il miele è un alimento dalle ottime proprietà. Un paio di cucchiai al giorno conferiscono energia, combattono le malattie da raffreddamento e possono depurare l’organismo. Il millefiori può essere solo l’inizio di un lungo viaggio. Per esempio, assaggia il miele di agrumi, oppure le note balsamiche di quello di eucalipto o il gusto unico del Fieno greco o, ancora quello delicato del Trifoglio. Sentirai che delizie!
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SAGNE ‘NCANNULATE DI ORZO ARTIGIANALI

3.80
Le sagne 'ncannulate di orzo  sono una ricetta tipica del Salento. ' Ncannulata significa attorcigliata, ed è proprio la modalità con cui viene preparata questa pasta fresca tipica di questa zona. A differenza di quelle di grano che vengono prodotte interamente da farina di semola di grano duro, queste hanno in aggiunta il 30% di farina di orzo . Parlando del Salento si pensa subito al mare, al sole, alla pizzica, alla cordialità della gente, ma senza alcun dubbio si pensa subito alla buona cucina. Insieme ai “ciciri e tria“, al rustico leccese, alla friseddha, sulle tavole della gente salentina non possono mancare le sagne 'ncannulate di orzo artigianali, le sagne attorcigliate. Le sagne ncannulate sono un classico esempio di come la preparazione tradizionale dei piatti fatti a mano, continua ancora oggi. Rimandano a una vita fatta di povertà e di semplicità. Le sagne 'ncannulate di orzo  artigianali e/o di grano  venivano preparate durante la domenica e per il condimento venivano scelti i prodotti stagionali. In particolare vengono preparate con un sugo di pomodori maturi “ricchi di sole della Puglia” ed una abbondante grattata di ricotta salata o un po’ di ricotta forte, chiamata schianta, prodotti tipici del Salento. Piatto semplice, fatto apposta per esaltare i veri sapori e la genuinità che solo i prodotti di qualità sanno dare. Sagne'ncannulate di orzo Il vino ideale da abbinare a questo piatto è un vino prodotto da vigneti di Negroamaro, uva autoctona del Salento. Le sagne ‘ncannulate di orzo sono presenti nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali redatto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 30 aprile1998, n. 173) e nell’Atlante dei prodotti tipici alimentari Pugliesi. A questo punto non resta che metterci a tavola e…buon appetito!
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SAGNE ‘NCANNULATE DI GRANO ARTIGIANALI

3.80

SAGNE 'NCANNULATE DI GRANO ARTIGIANALI

sagne'ncannulate di grano

Mare cristallino, spiagge assolate, pianure distese e verdi, gli ulivi, l’olio verde e denso; la pietra bianca delle vecchie abitazioni squadrate o dei trulli; i fichi d’India, i pomodori: i paesaggi della Puglia sembrano dipinti. IL GRANO IN PUGLIA È IMPIEGATO PER TANTI FORMATI DI PASTA IDENTITARI, TRA CUI LE SAGNE 'NCANNULATEUn clima mite, qualche vento, le nebbie notturne, fanno da scenario a lunghissimi terreni, pianeggianti o collinari, in cui coltivare frutta, ortaggi, cereali. Più del 20% del grano italiano è prodotto in queste terre e reinventato in piatti magnifici, semplici e saporiti, in grado di nobilitare i profumi e il gusto della regione intera. Il grano è impiegato per preparare il pane, ma soprattutto la pasta: cavatelliminchiarieddhitroccolistrascinati, per le paste delle cosiddette minestre maritate (quando sono aggiunte). E poi il grano è ingrediente base soprattutto nelle identitarie orecchiette che, cucinate a mano, rappresentano una piccola operazione d’ingegneria per trattenere i sughi e nobilitarne la degustazione: l’interno deve essere liscio, l’esterno ruvido e poroso. Accolgono cime di rapa, sughi di carne e guarnizioni con ricotta forte. Qualcosa di simile avviene per le sagne ‘ncannulate di grano artigianali, il piatto della domenica in Salento, studiato per avvolgere salse dense e succulente.
La tradizione delle lasagne a nastro è diffusissima in Italia, dalle pappardelle toscane alle lagane della Lucania; le sagne pugliesi sono le uniche, tuttavia, a non prevedere l’aggiunta di uova. Per l’impasto si usano 500 grammi di farina di semola di grano duro, acqua e un pizzico di sale. Tali ingredienti devono unirsi in un amalgama morbido e compatto, liscio all’esterno, per poi ricavarne una sfoglia dello spessore di pochi millimetri. L’aggiunta davvero caratteristica arriva dopo aver tagliato le fettucce: vanno arrotolate attorno al dito e ritorte, per diventare effettivament ‘ncannulate.
Anche per i condimenti, i Pugliesi si rivolgono alla ricchezza della loro terra, ai prodotti vivi e saporosi che lì sono coltivati. L’abbinamento tradizionale è quello con sugo e ricottaIL CONDIMENTO TRADIZIONALE PREVEDE SUGO DI POMODORO E RICOTTA FORTE, DETTA 'SCANTE IN DIALETTO. La Puglia detiene la maggiore varietà di ecotipi di pomodoro, oltre a una produzione davvero abbondante, tra le maggiori in Italia. Per ottenere una salsa corposa, al soffritto con olio e aglio si aggiunge molta passata di pomodoro, qualche pelato e mezzo bicchiere di latte, da lasciar sobbollire per circa 10, 15 minuti. Una parte del sugo va invece mescolata a parte con ricotta forte (tradizionalmente, si usano due cucchiai a persona). Una volta lessate e scolate le sagne, si può procedere a comporre il piatto: si mescola la pasta, il sugo ammorbidito col latte e quello riscaldato con la ricotta, aggiungendo pochi grani di pepe bianco e una nota croccante con qualche manciata di pangrattato. La ricotta forte (chiamata in dialetto ‘scante) costituisce una vera e propria sferzata di sapore: attualmente molti caseifici pugliesi la commercializzano confezionata, producendola da latte di pecora cagliato, cotto due volte, poi schiacciato e conservato in recipienti di terracotta; originariamente era preparata in casa, lasciando fermentare gli avanzi della ricotta. Quanto alle varianti, si può intervenire sull’impasto, mescolando alla semola farine di farro o d’orzo. Per il condimento, si può sfruttare uno sfizioso pesto di pomodori (frullando assieme pomodori freschi, pomodori secchi, pinoli, aglio, basilico e parmigiano), da guarnire con molto olio e pane croccante, oppure ricorrere ad altre preziose materie prime pugliesi: melanzane e pomodorini, cavolfiore e ricotta grattugiata, ragù di braciole tipico del barese, creme di legumi, ma si possono preparare anche versioni al forno con cardoncelli e lampascioni. Ogni ricetta può poi essere impreziosita con i tipici formaggi locali: burrata, caciofiore, caciocavallo silano, canestrato stagionato, pallone di Gravina. In ogni adattamento basterà ricercare il gusto rustico e vibrante di piatti poveri, decisi, accesi con pochi ingredienti, da gustare in famiglia, guardando o ricordando il mare cristallino, le spiagge assolate, le distese verdi, la pietra bianca. Qualche vento, le nebbie notturne.
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MACCHERONI DI GRANO ARTIGIANALI

2.80

Maccheroni di grano artigianali con il ferro (maccarruni o minchiarieddi pugliesi)

Maccheroni di grano artigianali
  I Maccheroni sono un tipo di pasta fatta in casa realizzata con il ferro (o ferretto, un filo di ferro spesso circa 2 millimetri, dalla forma quadrangolare) a base di semola rimacinata di grano duroacqua e saletipico della Puglia, a forma di sottili cilindretti lunghi quanto un mignolo, che nel dialetto salentino prende  l’appellativo di maccarruni o minchiarieddi.maccheroni artigianali La ricetta perfetta li vede accompagnate al sugo di carne (polpette e brasciole) o ancora al sugo di pomodoro e ricotta forte di pecora. I Maccheroni con il ferro (maccarruni o minchiarieddi pugliesi), simbolo della sessualità maschile, vengono spesso uniti alle Orecchiettepasta a forma di piccole orecchie, fatta con il medesimo impasto dei Maccheroni, simbolo della sessualità femminile, formando così i Maritati (= sposati), un’accoppiata di pasta protagonista dei pranzi nuziali salentini del passato, ben augurante per un matrimonio fecondo e sereno. Quella che vi presento è la Ricetta originale dei Maccheroni di grano artigianali pugliesi, quella della mia cara nonna, quella di tutte le donne pugliesi di una volta. Conservatela gelosamente, perchè è la ricetta rappresentativa della meravigliosa regione Puglia.

Ingredienti

  • 200 g semola rimacinata di grano duro
  • 100 ml acqua naturale bollita e fatta raffreddare a temperatura ambiente
  • 1 presa sale

Istruzioni

  1. Impastate la semola rimacinata di grano duro con l’acqua (fatta precedentemente bollire e poi raffreddare a temperatura ambiente) formando un impasto duro e omogeneo che coprirete con pellicola o canovaccio umido e farete riposare per 30 minuti.
  2. Prendete un pezzettino d’impasto alla volta, tenendo ben coperto il resto (perché tende ad indurirsi). Formate un salsicciotto molto sottile (1/2 cm) e dividetelo in tanti tocchetti lunghi quanto un mignolo.
  3. Allineate 3-4 salsicciotti alla volta, separati 2-3 cm l’uno dall’altro. Prendete il ferretto per pasta (quadrangolare) e posatelo sopra, premendo leggermente. Fate scivolare avanti e indietro velocemente e sfilate dal ferro i maccheroni formati. Procedete così per tutto l’impasto.
  4. Disponete i maccheroni su di un vassoio spolverato di semola e fateli asciugare scoperti per un paio d’ore, prima di cuocerli.
  5. Se ne fate in abbondanza potete conservarli seccandoli o anche congelandoli e tirandoli fuori al momento giusto: basterà metteterli in freezer direttamente con il vassoio. Una volta congelati potrete poi riporli in un sacchetto per freezer, senza rischiare che si attacchino uno all’altro, e conservarli fino ad un massimo di 2 mesi.
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TARALLI AI POMODORI SECCHI FATTI A MANO

Risultato immagini per pomodori secchi

La prima novità del 2020 sono i taralli ai pomodori secchi fatti a mano. Una delle tradizioni più antiche della nostra terra!!!La nostra linea di taralli ha un vasto assortimento: tradizionali all’olio di oliva, ai semi di finocchio, alle cime di rapa, al cacio e pepe, cipolla e uvetta, rucola e grana e poi un bell'assortimento anche di taralli dolci. Sono tutti buonissimi, genuini e sfiziosi. Possono accompagnare salumi, insalate, formaggi o semplicemente gustati con un buon bicchiere di vino o da un'ottima birra artigianale. I nostri taralli sono lavorati a mano con farina di frumento, olio di oliva, vino bianco, sale, formaggio pecorino e pepe. Scopriamo come fare i pomodori secchi, essiccandoli al sole, in forno o con l'essiccatore. E poi vediamo come utilizzarli in cucina Impariamo a preparare i pomodori secchi, (quelli che utilizziamo per i nostri taralli ai pomodori secchi fatti a mano) e parliamo di una tecnica di conservazione molto antica che ci permette di assaporare i frutti più buoni della terra per tutto l’anno.

Il sole, l’ingrediente fondamentale dei pomodori secchi

Per preparare i pomodori secchi è importante scegliere prima di tutto una buona materia prima e poi sperare che le temperature ci assistano. Il sole, infatti, è un elemento importantissimo per la buona riuscita di questa ricetta. Il caldo estivo, infatti, secca naturalmente il frutto in una settimana circa e poi non resta che conservarlo sott’olio per tutto l’anno.

Essiccare i pomodori al sole

I pomodori ideali da essiccare sono i San Marzano e i pomodorini. Lavateli molto bene, asciugateli e tagliateli a metà. Potete privarli dei semini se preferite, ma non è necessario. Disponeteli su una gratella, cospargeteli di sale ed esponeteli al sole per una giornata intera fino al tramonto. Durante la sera e la notte copriteli e portateli in un luogo asciutto per evitare che l’umidità li danneggi. Al mattino esponeteli ancora al sole e continuate così per 8 giorni, girandoli al quinto giorno. Una volta essiccati lavateli con una soluzione di acqua e aceto e lasciateli asciugare per altri due giorni al sole.
 A questo punto riponeteli in vasetti di vetro sterilizzati coprendoli con olio extravergine di oliva, spicchi di aglio e timo.

Essiccatore e forno

Chi non ha la possibilità di seguire il naturale processo di essiccazione sotto il sole, può utilizzare delle metodologie più moderne e rapide come il forno o l’essiccatore con qualche differenza di metodo e risultato. In forno i pomodorini vanno conditi con lo zucchero e il sale e cotti a 100° per circa 4 ore, ma restano comunque molto morbidi, mentre nell’essiccatore hanno bisogno di più tempo (circa 16 ore), ma il risultato sarà più o meno simile a quello dei pomodori essiccati al sole.

Come utilizzare i pomodori secchi in cucina

Un vasetto di pomodori secchi in dispensa fa sempre comodo perché rende ogni piatto ricco di sapore. Provateli su una bruschetta di pane caldo oppure aggiungeteli alle vostre insalate di verdure, legumi o cereali o al classico sugo di pomodoro sulla pasta. Con i pomodori secchi potete anche arricchire di gusto l’impasto di pane, torte salate, muffins, plumcake e pizze, potete preparare un saporitissimo pesto e potete condire carni bianche, formaggi freschi e pesce azzurro.
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PESTO DI CIME DI RAPA

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