Visualizzazione di tutti i 2 risultati

SAGNE ‘NCANNULATE DI ORZO ARTIGIANALI

3.80
Le sagne 'ncannulate di orzo  sono una ricetta tipica del Salento. ' Ncannulata significa attorcigliata, ed è proprio la modalità con cui viene preparata questa pasta fresca tipica di questa zona. A differenza di quelle di grano che vengono prodotte interamente da farina di semola di grano duro, queste hanno in aggiunta il 30% di farina di orzo . Parlando del Salento si pensa subito al mare, al sole, alla pizzica, alla cordialità della gente, ma senza alcun dubbio si pensa subito alla buona cucina. Insieme ai “ciciri e tria“, al rustico leccese, alla friseddha, sulle tavole della gente salentina non possono mancare le sagne 'ncannulate di orzo artigianali, le sagne attorcigliate. Le sagne ncannulate sono un classico esempio di come la preparazione tradizionale dei piatti fatti a mano, continua ancora oggi. Rimandano a una vita fatta di povertà e di semplicità. Le sagne 'ncannulate di orzo  artigianali e/o di grano  venivano preparate durante la domenica e per il condimento venivano scelti i prodotti stagionali. In particolare vengono preparate con un sugo di pomodori maturi “ricchi di sole della Puglia” ed una abbondante grattata di ricotta salata o un po’ di ricotta forte, chiamata schianta, prodotti tipici del Salento. Piatto semplice, fatto apposta per esaltare i veri sapori e la genuinità che solo i prodotti di qualità sanno dare. Sagne'ncannulate di orzo Il vino ideale da abbinare a questo piatto è un vino prodotto da vigneti di Negroamaro, uva autoctona del Salento. Le sagne ‘ncannulate di orzo sono presenti nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali redatto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 30 aprile1998, n. 173) e nell’Atlante dei prodotti tipici alimentari Pugliesi. A questo punto non resta che metterci a tavola e…buon appetito!
Aggiungi al carrello

SAGNE ‘NCANNULATE DI GRANO ARTIGIANALI

3.80

SAGNE 'NCANNULATE DI GRANO ARTIGIANALI

sagne'ncannulate di grano

Mare cristallino, spiagge assolate, pianure distese e verdi, gli ulivi, l’olio verde e denso; la pietra bianca delle vecchie abitazioni squadrate o dei trulli; i fichi d’India, i pomodori: i paesaggi della Puglia sembrano dipinti. IL GRANO IN PUGLIA È IMPIEGATO PER TANTI FORMATI DI PASTA IDENTITARI, TRA CUI LE SAGNE 'NCANNULATEUn clima mite, qualche vento, le nebbie notturne, fanno da scenario a lunghissimi terreni, pianeggianti o collinari, in cui coltivare frutta, ortaggi, cereali. Più del 20% del grano italiano è prodotto in queste terre e reinventato in piatti magnifici, semplici e saporiti, in grado di nobilitare i profumi e il gusto della regione intera. Il grano è impiegato per preparare il pane, ma soprattutto la pasta: cavatelliminchiarieddhitroccolistrascinati, per le paste delle cosiddette minestre maritate (quando sono aggiunte). E poi il grano è ingrediente base soprattutto nelle identitarie orecchiette che, cucinate a mano, rappresentano una piccola operazione d’ingegneria per trattenere i sughi e nobilitarne la degustazione: l’interno deve essere liscio, l’esterno ruvido e poroso. Accolgono cime di rapa, sughi di carne e guarnizioni con ricotta forte. Qualcosa di simile avviene per le sagne ‘ncannulate di grano artigianali, il piatto della domenica in Salento, studiato per avvolgere salse dense e succulente.
La tradizione delle lasagne a nastro è diffusissima in Italia, dalle pappardelle toscane alle lagane della Lucania; le sagne pugliesi sono le uniche, tuttavia, a non prevedere l’aggiunta di uova. Per l’impasto si usano 500 grammi di farina di semola di grano duro, acqua e un pizzico di sale. Tali ingredienti devono unirsi in un amalgama morbido e compatto, liscio all’esterno, per poi ricavarne una sfoglia dello spessore di pochi millimetri. L’aggiunta davvero caratteristica arriva dopo aver tagliato le fettucce: vanno arrotolate attorno al dito e ritorte, per diventare effettivament ‘ncannulate.
Anche per i condimenti, i Pugliesi si rivolgono alla ricchezza della loro terra, ai prodotti vivi e saporosi che lì sono coltivati. L’abbinamento tradizionale è quello con sugo e ricottaIL CONDIMENTO TRADIZIONALE PREVEDE SUGO DI POMODORO E RICOTTA FORTE, DETTA 'SCANTE IN DIALETTO. La Puglia detiene la maggiore varietà di ecotipi di pomodoro, oltre a una produzione davvero abbondante, tra le maggiori in Italia. Per ottenere una salsa corposa, al soffritto con olio e aglio si aggiunge molta passata di pomodoro, qualche pelato e mezzo bicchiere di latte, da lasciar sobbollire per circa 10, 15 minuti. Una parte del sugo va invece mescolata a parte con ricotta forte (tradizionalmente, si usano due cucchiai a persona). Una volta lessate e scolate le sagne, si può procedere a comporre il piatto: si mescola la pasta, il sugo ammorbidito col latte e quello riscaldato con la ricotta, aggiungendo pochi grani di pepe bianco e una nota croccante con qualche manciata di pangrattato. La ricotta forte (chiamata in dialetto ‘scante) costituisce una vera e propria sferzata di sapore: attualmente molti caseifici pugliesi la commercializzano confezionata, producendola da latte di pecora cagliato, cotto due volte, poi schiacciato e conservato in recipienti di terracotta; originariamente era preparata in casa, lasciando fermentare gli avanzi della ricotta. Quanto alle varianti, si può intervenire sull’impasto, mescolando alla semola farine di farro o d’orzo. Per il condimento, si può sfruttare uno sfizioso pesto di pomodori (frullando assieme pomodori freschi, pomodori secchi, pinoli, aglio, basilico e parmigiano), da guarnire con molto olio e pane croccante, oppure ricorrere ad altre preziose materie prime pugliesi: melanzane e pomodorini, cavolfiore e ricotta grattugiata, ragù di braciole tipico del barese, creme di legumi, ma si possono preparare anche versioni al forno con cardoncelli e lampascioni. Ogni ricetta può poi essere impreziosita con i tipici formaggi locali: burrata, caciofiore, caciocavallo silano, canestrato stagionato, pallone di Gravina. In ogni adattamento basterà ricercare il gusto rustico e vibrante di piatti poveri, decisi, accesi con pochi ingredienti, da gustare in famiglia, guardando o ricordando il mare cristallino, le spiagge assolate, le distese verdi, la pietra bianca. Qualche vento, le nebbie notturne.
Aggiungi al carrello