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MIELE DI CARDO

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MIELE DI CARDO

Cardo: proprietà, valori nutrizionali, calorie

Il cardo è un ortaggio singolare, ottimo per il fegato e per depurare l'organismo ma che necessita di una lunga pulizia e preparazione. Scopriamolo meglio. >  1. Descrizione del cardo >  2. Proprietà  e benefici  >  3. Calorie e valori nutrizionali del cardo >  4. Cardo, alleato di >  5. Curiosità sul cardo >  6. Una ricetta con il cardo Cardo  

Descrizione dei Cardo

Il cardo o carciofo selvatico è una varietà di ortaggio nota scientificamente con il nome di Cynara cardunculus altilis, una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Si tratta di una pianta erbacea perenne dall'aspetto eretto, di colore verde e gambi più chiari o biancastri e di altezza che può raggiungere i due metri, ramificato in fioritura, robusto e striato, presenta foglie alterne e in certi casi spine. I fiori sono rosa-violaceo e si sviluppano sulla parte superiore della pianta. Esistono diverse varietà di cardo: il cardo coltivato (C. cardunculus altilis), il cardo selvatico (C. cardunculus sylvestris), il carciofo (C. cardunculus subsp. scolymus). In particolare esiste una varietà di cardo selvatico diffuso in tutto il centro, il meridione e nelle isole, chiamato cardo mariano (Silybum marianum) o anche "cardo benedetto" o "cardo della Madonna". Originario delle zone mediterranee, coltivato anche in zone secche e aride, il cardo  si usa sia come prodotto alimentare, nelle varietà del cardo e del carciofo, che anche come preparato fitoterapico (cardo selvatico o mariano). Contrariamente ad altre verdure il gelo è fondamentale per il cardo, infatti, dopo una gelata, la consistenza di questo ortaggio diventa migliore e più tenera. Il sapore ricorda quello amarognolo del carciofo.  

Proprietà e benefici dei Cardo

Usato selvatico in fitoterapia in estratti e tisane, il cardo alimentare è noto per le sue virtù depurative, in particolare come tonico per il fegato grazie alla presenza di una sostanza nota come silibina che aiuta a smaltire le tossine accumulate nell'organismo. Inoltre ha anche proprietà lassative, essendo molto ricco di fibre. Contiene anche sostanze antiossidanti, che contribuiscono a mantenere giovane l'organismo, sali minerali e vitamine. L'insieme conferisce al cardo anche proprietà anticolesterolemizzanti, digestive e bruciagrassi. Il cardo si pulisce tagliando in pezzi il lungo gambo ed eliminando la parte filamentosa delle coste, fino ad arrivare al cuore chiaro e tenero; se dopo averlo lavato non viene subito preparato, bisogna mettere i gambi del cardo in acqua acidulata, altrimenti anneriscono. Per evitare che il cardo annerisca anche con la lessatura è consigliabile cuocerlo in acqua con il succo di mezzo limone o con un cucchiaio di farina. Buono lessato (la cottura è molto lunga, dalle due alle 4 ore sono necessarie), viene cucinato in vari modi. Solo il cardo gobbo di Nizza Monferrato o altre tipologie più pregiate sono buone anche consumate crude.  

Calorie e valori nutrizionali dei Cardo

100 grammi di Cardo apportano circa 17 kcalorie. Per ogni 100 grammi di questo alimento abbiamo:
  • Acqua  g 94
  • Fibre  g 1,6
  • Zuccheri 3,9 g
  • Proteine 0,7 g
  • Grassi 0,1 g
  • Carboidrati 4 g
  • Potassio 400 mg
  • Sodio 170 mg
  • Calcio 70  mg
  • Vitamina B2 0,004
 

Cardo mariano: posologia e come usarlo nelle ricette

 

Cardo alleato di

Il cardo, ottimo depurativo naturale, è alleato di fegato, utile per la salute dell'intestino ed è un ottimo tonico per tutto l'organismo in genere.  

Curiosità sui Cardo

In tempi antiche e tutt'ora in alcune zone della Toscana i semi di cardo e i germogli servivano per fare cagliare il formaggio. Recentemente il cardo trova impiego anche nella filiera energetica, poichè i semi possono essere utilizzati per la produzione di biodiesel, mentre la biomassa residuale per la produzione di energia termica. Tra le molte varietà di cardo, oltre alle già citate, ricordiamo il cardo di Bologna senza spine, il piemontese cardo di Chieri, il pregiato cardo di Tours, il cardo gigante di Romagna, il cardo triste, con i fori rosso scuro, il cardo alato delle zone umide.  L'annuale Sagra del cardo si tiene ad Andezeno, in provincia di Torino.
 
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MIELE DI FIENO GRECO

8.50

Fieno greco: proprietà, uso, controindicazioni

Il fieno greco (Trigonella foenum graecum) è una pianta della famiglia delle Fabaceae. Nota per le sue proprietà ricostituenti, è utile anche come ipocolesterolemizzante, mucolitico e antinfiammatorio. Scopriamola meglio. >  Proprietà del fieno >  Modalità d'uso >  Controindicazioni del fieno >  Descrizione della pianta >  L'habitat del fieno >  Curiosità Fieno greco  

Proprietà del fieno greco

semi di fieno greco contengono saponine steroidee (diosgenina, yamogenina), fitoestrogeni (vitexina, quercetina, luteolina), alcaloidi (trigonellina, genzianina), vitamine (PP, A, B1 e C), lisinatriptofanosali minerali (ferro, fosforo) e cumarine.  Per il contenuto di fosforo, in particolare, il fieno greco è considerato un intagratore naturale. I fitoestrogeni stimolano la crescita del seno e la produzione di latte, che però assume il caratteristico odore della pianta, dovuto all'olio essenziale, dall'aroma solitamente sgradito al lattante. All’azione sul sistema ormonale va imputato anche l’aumento dell’emopoiesi, ossia della produzione di cellule del sangue, utile contro l'anemia. Le saponine svolgono un'azione ipocolesterolemizzante, grazie alla capacità di questi principi attivi di legarsi col colesterolo ematico e ridurre così il suo assorbimento intestinale. Le mucillagini hanno proprietà antinfiammatorie e perciò sono indicate in presenza di irritazioni a carico delle mucose del sistema gastroenterico e di quello respiratorio. Questi principi attivi sono in grado di decongestionare i tessuti di bronchi e polmoni in caso di tosse; e di sfiammare la mucose dell'intestino in presenza di colite o stitichezza, data la capacità di aumentare il loro volume a contatto con i liquidi, conferendo alla pianta anche un'azione lassativa di tipo meccanico. Le fibre idrofile ostacolano l'attività degli enzimi glucidoattivi (amilasi) diminuendo così la disponibilità di glucosio. Studi clinici hanno dimostrato la validità dell'uso di questa pianta per la lotta al diabete: il decotto dei semi induce un abbassamento molto rapido del tasso di zuccheri nel sangue Infine la presenza di nutrienti come aminoacidivitaminelipidi e minerali, il fieno greco è impiegato efficacemente in caso di deperimentomagrezzaconvalescenze e astenia, per l'azione tonico-ricostituente, in quanto influisce beneficamente sul metabolismo, determinando un miglioramento dello stato generale e un risveglio dell'appetito. Queste sostanze lo rendono un efficace rimedio per far riacquistare il peso perduto dopo periodi di malattia o alimentazione squilibrata, grazie anche all'elevato contenuto calorico. Inoltre le sostanze steroidee anabolizzanti favoriscono la sintesi proteica e la formazione del tessuto muscolare.  

Modalità d'uso

È possibile trovarlo come polvere, estratto secco, preparato per infuso, al quale sono spesso aggiunti altri estratti (come quello di liquirizia) per correggerne il sapore. INFUSO: 1 cucchiaino in 300 ml di acqua bollente o 1,5 grammi di polvere lasciati macerare per tre ore nell’equivalente di tre tazze di acqua, da assumere in due-tre volte nell’arco della giornata.  

Controindicazioni del fieno

L'assunzione del fieno greco presenta alcune controindicazioni. Questa pianta officinale infatti, è sconsigliata nei diabetici per i suoi effetti ipoglicemizzanti. Se ne sconsiglia l'assunzione in contemporanea con altri farmaci, in quanto il fieno greco potrebbe diminuire l'assorbimento. Se ne sconsiglia l'uso in gravidanza, durante l'allattamento, e in caso di fibrillazione atriale, assunzione di diuretici o lassativi.  

Il fieno greco, come i semi di zucca, tra gli integratori naturali di fosforo

Semi di zucca  

Descrizione della pianta

Pianta erbacea annuale, cresce fino a 60 cm. Ha fusto eretto, cilindrico, resistente e ramificato. Le foglie sono alterne, trifogliate, che ricordano il trifoglio. I fiori, solitari, sono bianchi o giallini. Il frutto è un legume con semi piatti romboidali che emanano un intenso odore di fieno, spesso considerato sgradevole.  

L'habitat del fieno greco

Originaria del Medio Oriente e dal Nord Africa. Cresce su terreno ad elevata salinità e in clima asciutto. Diffusa in tutta l’area del Mediterraneo, la si trova più frequentemente nelle zone costiere, ma anche nelle aree submontane.  

Curiosità

Il nome del genere, Trigonella, si riferisce alla forma triangolare delle foglie; mentre il termine specifico foenum-graecum, cioè “fieno greco”, perché era stata appunto importata dalla Grecia a Roma, dopo che lo stesso Catone, che pure era tanto avverso a ogni importazione di prodotti stranieri, ne aveva raccomandata la semina, per i manifesti pregi dell’erba, quale fieno ingrassante per il bestiame. Gli Arabi la tenevano in grande pregio e ne consigliavano l’uso a chi voleva avere capelli folti e i polmoni resistenti. Nel Medioevo si mangiava cotta con fichi, datteri e molto miele per guarire le tossi e gli affanni del respiro. Era un tempo molto apprezzata in Tunisia dalle giovani donne che, con i semi macinati, zucchero e olio, facevano focacce e le mangiavano nei giorni precedenti le nozze per poter così presentarsi allo sposo più grassocce e e con un seno più turgido.
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