SENO DI PONENTE – Vino Rosato Salento I. G. T.

7.50

SENO DI PONENTE Salento Rosato I. G. T.

Varietà delle uve: Negroamaro 75% Malvasia nera di Brindisi 15% Ottavianello 10%

Sistema di allevamento: alberello

Età dei vigneti: 33 anni

Caratteristiche del suolo: terreni di medio impasto

Produzione per ettaro: 8 tonnellate

Numero di ceppi per ettaro: 4000 circa

Zona di produzione: Salento, area geografica della Puglia; vigneti ubicati nel comprensorio della d.o.c. Brindisi, contrada “Montenegro”

Epoca di vendemmia: 2^ decade di settembre

Metodo di vendemmia: raccolta a mano

Vinificazione: macerazione delle uve nere pigiate e diraspate a bassa temperatura per 15 ore quindi si estrae una parte del succo degli acini (35%) avviato in vasche interrate di cemento vetrificate termocondizionate dove lieviti selezionati conducono la fermentazione alcolica e viene indotta naturalmente la fermentazione malolattica.

Gradazione alcolica: 12% Vol

Caratteristiche organolettiche: colore: rosa corallo tendente al cerasuolo; profumi: fruttati eleganti e delicati; gusto: armonico leggermente amarognolo;

Temperatura di servizio:10 – 12° C

Abbinamento gastronomico: ottimo vino da tutto pasto per piatti della cucina mediterranea, in particolare zuppe di pesce e carni bianche.

Confronta
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Descrizione

Come si fa e come si abbina il vino rosato

Sul vino rosato se ne sentono davvero di tutti i colori. In molti sono convinti che nasca dalla miscelazione di vini bianchi e rossi (pratica peraltro vietata dalla legge), e questo non ha certo aiutato la sua reputazione. Nonostante sia spesso snobbato e sottovalutato, questa tipologia di vino può regalare invece grandi sorprese: perché è versatile, fresco, e per molte caratteristiche è la via di mezzo perfetta tra bianco e rosso. Facciamo quindi un po’ di chiarezza su come si fa il vino rosato, sulle sue caratteristiche e sugli abbinamenti!

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Che cos’è il vino rosato

Il vino rosato, nasce in Italia durante la Seconda guerra mondiale: nel 1943, in Salento, l’azienda Leone De Castris produce il primo Five roses, ottenuto da 90% Negroamaro e 10% Malvasia Nera e molto diffuso ancora oggi in Italia e negli Stati Uniti.
Seppur possano essere ottenuti con lavorazioni leggermente diverse, i vini rosati sono ottenuti da uve a bacca rossa (tranne nel caso di alcuni spumanti la cui cuvèe di partenza è una miscela di uvaggi bianchi e rossi) con l’intento dichiarato di produrre un vino rosato. E il loro metodo di produzione è una via di mezzo tra quello dei vini rossi e dei vini bianchi. Perché?

Come si fa il vino rosato

Perché in molti casi comincia come quello dei vini rossi, cioè con la pigiatura e la macerazione del mosto a contatto con le bucce, che conferiscono tannini, aromi, polifenoli e il caratteristico colore rosso. Il contatto con le bucce, però, dura molto meno rispetto a quanto avviene per i vini rossi (da poche ore a 2 giorni, a seconda della tipologia di uva, del colore e dell’aromaticità desiderati), motivo per il quale il colore finale è rosato; dopodiché il processo segue i medesimi step della vinificazione in bianco: fermentazione in contenitori di acciaio e cemento e non di legno, svinatura e imbottigliamento. Per via del basso contenuto di polifenoli e della tendenza a perdere rapidamente acidità e aromaticità, i vini rosati non sono adatti per l’affinamento in bottiglia e danno il meglio di sé se consumati entro due anni dalla vendemmia.

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Le tipologie di vino rosato

Dopo una descrizione generale, entriamo un po’ di più nel dettaglio. I vini rosati si suddividono in varie categorie a seconda della tipologia e delle tempistiche della macerazione:

– Vin gris (vino grigio): hanno un colore rosa tenue, sono ottenuti da uve a bassa capacità colorante. Il colore del vino viene rilasciato dall’uva stessa durante la pigiatura e la macerazione del mosto a contatto con le bucce non viene effettuata.

– Blush wines: prodotti con una tecnica simile a quella dei vin gris negli Stati Uniti, vengono vinificati in bianco, ottengono il colore durante la pigiatura e sono lievemente effervescenti.

– Vini di una notte: effettuano una macerazione del mosto a contatto con le bucce per un periodo di 6/12 ore.

– Vini di un giorno: in questo caso la macerazione dura attorno alle 24 ore.

– Saignée o salasso: durante la macerazione delle uve rosse a contatto con le bucce, viene prelevata una parte del mosto (fino al 20-30%) che viene vinificata in bianco.

Gli abbinamenti con i vini rosati

Pur avendo un aspetto più simile ai vini rossi, i vini rosati al gusto ricordano di più i vini bianchi. Generalmente, hanno un profumo piuttosto fruttato e floreale, mentre in bocca sono freschi ed equilibrati, con un tannino molto lieve e senza gli eccessi dei vini rossi strutturati. Per questo, sono una soluzione molto versatile e spesso vincente nell’abbinamento con i cibi, soprattutto quando appare difficile la scelta tra rosso e bianco. Sono quindi ottimi con antipasti di pesce, con piatti ricchi ma delicati come i risotti, con alcuni salumi, con le carni bianche, i piatti di verdure ma anche i dolci con la frutta. Caratterizzati da un grado alcolico solitamente compreso tra 12,5% e 13,5%, i vini rosati vengono apprezzati al meglio se serviti freschi, tra i 10 e i 12 C°.