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SENO Di PONENTE Salento Rosso I. G. T.

7.50

NEGROAMARO: IL VINO ROSSO DEL SALENTO

Negroamaro: il vino rosso del Salento

Il Negroamaro è conosciuto anche come Negro Amaro o Niuru Maru, Nicra Amaro o Nero Leccese e ha scelto come sua isola felice il Salento, dove è il protagonista assoluto dei rosati salentini e di rossi di grande fascino. A differenza del Primitivo, le uve di Negroamaro hanno una quantità maggiore di zuccheri, e questo, durante la fermentazione alcolica, rende i vini corposi ma allo stesso tempo morbidi, e questa caratteristica lo rende uno dei vini rossi pugliesi più venduti nel mondo. I vini ottenuti, vinificati in purezza, sono quasi impenetrabili, hanno un caratteristico colore rosso rubino intenso tanto scuro da sembrare nero. I loro profumi sono marcatamente fruttati, di more, frutta rossa e frutti di gelso di colore nero, con leggeri sentori di tabacco. Il gusto è intenso e persistente, con una piacevole nota amara (da cui il nome dialettale Niuru Maru, nero e amaro appunto) e l’impatto al palato è particolarmente vellutato. Le caratteristiche tipiche del Negroamaro e la sua piacevolezza fanno sì che con altri vitigni come la Malvasia Nera faccia parte di importanti denominazioni come la Salice Salentino Doc e la Doc Leverano. Inoltre, è spesso utilizzato in purezza per i vini, come accade per il Maime, il rosso della tenuta Tormaresca di Marchesi Antinori che è stato spesso premiato con i tre bicchieri dal gambero rosso. Nella vinificazione in rosato, al contrario, dà vigore e gusto fruttato ai vini prodotti, contribuendo a fare dei rosé del Salento i vini rosati italiani più famosi al mondo, con in testa il Five Roses di Leone de Castris e i vini di Schola Sarmenti. Ma come abbinare un buon vino Negroamaro? Questo vino rosso pugliese ama gli abbinamenti con la tradizione culinaria locale, dalle polpette di agnello alla carne alla brace, dai piatti a base di carne di cavallo fino ai formaggi stagionati. Questo vino rosso è ideale con le pietanze dal gusto ricco come la selvaggina, i ragù di salsiccia e con carne di maiale e le carni alla griglia in genere. Perfetto inoltre con la polenta con salsiccia e funghi, le tagliatelle al cinghiale e il maialino al forno con patate! Scegli adesso i nostri vini rossi e inizia dal Salento: non aspettare a comprare il tuo Negroamaro online!
 
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OTTAVIANELLO – Vino Rosso Salento I.G.T.

9.00
Vitigno Ottavianello | Assovini.it Il vitigno Ottavianello, a bacca nera, viene coltivato nella regione Puglia. L''Ottavianello è un vitigno che probabilmente deriva dal comune di Ottaviano, in provincia di Napoli, da dove la varietà sarebbe stata importata nella zona di Brindisi, precisamente nel comune di San Vito dei Normanni, per opera del marchese di Bugnano, verso la fine dell'Ottocento. Lo sviluppo del vitigno Ottavianello si è esteso anche nel sud della Francia e in Corsica (dove è una delle varietà più coltivate) con il nome di Cinsaut o Cinsault. In sud Africa prende il nome di Hermitage che, incrociato con il Pinot Noir, ha dato origine al Pinotage; se utilizzato come uva da mensa si chiama invece Oeillade. L'uva è impiegata esclusivamente per la vinificazione, di solito unita ad altre varietà pugliesi, alle quali conferisce rotondità e aromi. Ha una buona diffusione in tutta la Puglia, anche se molto raramente è vinificato in purezza: di solito è affiancato ad altri vitigni a bacca nera come il Negro Amaro, la Malvasia Nera di Brindisi o la Malvasia Nera di Lecce e, più raramente, il Primitivo. Il territorio che vede la maggiore presenza di Ottavianello è quello della provincia di Brindisi, dove il vitigno rientra nel disciplinare della DOC Ostuni.
  • Caratteristiche del vitigno
    • Foglia: media, pentagonale, pentalobata
    • Grappolo: medio, piramidale, allungato mediamente serrato
    • Acino: medio, ellissoidale-obovoide
    • Buccia: pruinosa, delicata e di colore violetto


  • Caratteristiche sensoriali del vino
    • Dal vitigno Ottavianello si ottiene un vino di colore rosso rubino che negli anni può diventare granato, ha sentori olfattivi che ricordano la frutta secca (nocciola e mandorla) e alcune spezie, e un sapore leggermente aromatico, morbido e persistente
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BOTRUS – Vino Rosso Salento I. G. T. “PASSITO”

9.50

Vino Passito

vini passiti sono vini ottenuti da uve sottoposte a procedimenti di disidratazione, più o meno avanzata, naturale o forzata. I passiti vengono a volte erroneamente catalogati tra i vini speciali, ma da un punto di vista normativo sono considerati vini normali, in quanto dopo il processo di vinificazione e prima di essere immessi sul mercato non vengono sottoposti a ulteriori interventi tecnici o all'aggiunta di altri componenti. Infatti i vini passiti sono prodotti utilizzando le stesse tecniche di vinificazione impiegate per i vini normali, con la sola differenza che le uve, prima di essere vinificate, vengono sottoposte per un periodo di tempo più o meno lungo ad appassimento, cioè a una riduzione o eliminazione dell'acqua (disidratazione) presente nell'acino. Lo scopo di tale procedimento è quello di sottoporre l'uva a sovramaturazione al fine di concentrare nella bacca numerosi composti, quali: zuccheri, acidi organici, sali minerali e profumi. I vini che si ottengono in seguito a questo processo sono detti "passiti" e sono solitamente caratterizzati da uno spiccato contenuto alcolico e da un residuo zuccherino più o meno elevato. Esistono anche i passiti liquorosi ovvero vini ottenuti da uve appassite e addizionati da una componente alcolica. Nell'ambito delle denominazioni, il passito liquoroso italiano più famoso è senz'altro la versione liquorosa del Passito di Pantelleria DOC. Da notare che esiste una differenza (nell'ambito dei vini da sovramaturazione) tra vendemmia tardiva e passito: in termini molto semplici, il primo è un vino "poco" passito, il secondo è il passito classico. Alcuni disciplinari (italiani ed esteri) prevedono la tipologia vendemmia tardiva, altri il passito[1]. Inoltre, nonostante quello che si ritiene comunemente (anche se erroneamente) i passiti non sono solo dolci o amabili: esistono anche i passiti secchi. Due esempi italiani illustri: l'Amarone e lo Sfursat. Invece, è vero che la maggior parte dei passiti siano dolci o amabili o abboccati. L'appassimento può essere effettuato in due maniere: La prima tecnica lascia appassire gli acini d'uva direttamente sulla pianta, mediante: La seconda tecnica lascia appassire i grappoli o gli acini d'uva, dopo essere stati vendemmiati:
  • in ambiente aperto su stuoie o graticci, oppure appesi;
  • in ambiente chiuso, in appositi locali con particolari condizioni di temperatura e umidità.
Dopo l'appassimento le uve vengono pressate e vinificate (utilizzando di solito il metodo di vinificazione in bianco) ed il periodo di affinamento può durare anche alcuni anni. Un ulteriore sistema per ottenere i vini passiti è quello della estrazione a freddo, consistente nel lasciare le uve appena raccolte ad alcuni gradi sotto lo zero per una notte e pressarle immediatamente dopo; poiché a temperature appena al di sotto dello zero congelano solo gli acini meno maturi (che contengono più acqua), il mosto che si ottiene sarà ricavato solo da quelli più maturi, quindi più ricchi di zucchero. Se i vini passiti vengono addizionati con alcol o mosto fermentato danno luogo ai vini passiti liquorosi (riconoscibili anche per l'apposita etichetta che si trova sul collo della bottiglia). Scegli adesso i nostri vini rossi e inizia dal Salento: non aspettare a comprare il tuo Negroamaro online!
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ARCIONE – VINO ROSSO SALENTO D.O.C.

10.00

Malvasia Nera: una storia che viene da lontano

La storia del nostro vitigno affonda le sue origini in epoche molto lontane. Pare che un vino dolce, quasi liquoroso, fosse coltivato in una cittadina del Peloponneso chiamata Monemvasia o Monembasia a causa di una caratteristica molto importante da un punto di vista strategico. Come recita infatti lo stesso nome, che letteralmente vuol dire "porto che ha una sola entrata", questa città era una vera e propria roccaforte collegata alla costa da una sola via d'accesso. Era quindi un luogo protetto, perfetto per crescere e prosperare senza il pericolo di inutili intrusioni esterne. Il vino di cui parlavamo all'inizio era il vanto dell'isola e continuò a esserlo per molto tempo o almeno fino all'arrivo dei Veneziani. La Repubblica di Venezia arrivò nella cittadina nel corso del XIII secolo e, stupita dall'assoluta pregevolezza di questo vino, ne incoraggiò l'esportazione in altri lidi mediterranei, tra i quali Creta, dove nacquero i primi e rudimentali vigneti che però la Serenissima dovette lasciare in seguito all'invasione da parte dei Turchi. A questo punto l'arguzia commerciale dei nostri li portò a espandere la coltivazione della Malvasia in tutto il Mediterraneo. Arrivò quindi anche in Italia e conquistò un posto d'onore nella nostra penisola tanto che molte osterie venete venivano chiamate con il nome di "Malvase". Questo successo fu anche il motivo di una grande confusione. La fama che accompagnava questa uva fece sì che vennero chiamate Malvasie vitigni molto diversi tra loro, sia da un punto di vista morfologico che ampelografico. Esiste anche un'altra interessante teoria che vuole la Malvasia Nera crescere e prosperare in qualità di vitigno autoctono in quel di Malta per poi essere importata nella nostra penisola sempre dai commercianti veneziani. Secondo alcuni storici, la Malvasia Nera pugliese ha avuto una storia molto diversa in quanto venne introdotta nella regione nel 1700 a.C dalle popolazioni cretesi e micenee e da allora non ha mai conosciuto momenti di stanca anche se soltanto negli ultimi anni ha iniziato a essere vinificata in purezza.

Le aree di coltivazione della Malvasia Nera

il vitigno Malvasia Nera oggi è allevato in molte zone del nostro Paese. In Puglia è molto diffusa la Malvasia di Nera di Brindisi e di Lecce, due uve che seppur iscritte separatamente nei registri ampelografici non mostrano molte differenze tra loro. In Trentino Alto-Adige e in Toscana viene allevata una varietà non aromatica chiamata Malvasier mentre nella zona del Monferrato, a Casorzo, e a Schierano, sulle colline astigiane, prospera rigogliosa una varietà aromatica della Malvasia Nera. Infine la Malvasia della Basilicata è un'uva che presenta molte caratteristiche in comune con quella allevata a Brindisi.

Caratteristiche del territorio

La Malvasia Nera ama affondare le sue radici in terreni ricchi di argilla, di rocce fini e di sedimenti calcarei. Queste caratteristiche unite a un buon drenaggio creano il presupposto per ottenere vini di alta qualità, caratterizzati da un colore vivace e da una grande corposità. Il clima è l'altro grande protagonista di annate più o meno eccellenti. Questa uva infatti cresce bene dove il sole e le brezze che provengono dal mare riescono a creare un ambiente caldo, a volte torrido ma ben protetto dalle infezioni parassitarie. Il vento che spira tra i grappoli infatti li protegge dalla dannosa umidità. Spesso, nel Salento, la terra è arida ma le radici della Malvasia nera trattengono l'acqua e la rilasciano lentamente nel momento in cui la pianta ne ha più bisogno.

Caratteristiche ampelografiche dell'uva Malvasia Nera

La Malvasia Nera è caratterizzata dalla presenza di una foglia medio-piccola, pentagonale, trilobata o pentalobata. Il grappolo, conico o cilindrico, non è eccessivamente grande e talvolta è alato. Gli acini sono piccoli e ovali mentre la buccia spessa e consistente è ricoperta dalla pruina, una sostanza che avvolge l'acino e lo preserva dagli effetti deleteri dell'eccessiva siccità.

Vinificazione della Malvasia Nera

La Malvasia Nera, generalmente allevata a spalliera, viene raccolta intorno alla metà di settembre. Il momento della vendemmia è molto importante ed è condotto con una cura quasi meticolosa. Spesso i grappoli vengono raccolti manualmente perché soltanto i migliori potranno arrivare in cantina per il processo produttivo. Dopo una leggera pressatura, il mosto fermenta a lungo sulle bucce, in grandi serbatoi d'acciaio, e affina per qualche mese in contenitori dello stesso materiale.

Caratteristiche organolettiche del vino Malvasia Nera

La Malvasia Nera ha un colore seducente e passionale, un intenso rosso rubino, con riflessi che virano verso il viola. La palette aromatica è molto forte e svela un bouquet fruttato dove sono riconoscibili le note delle ciliegie, delle fragole e qualche accenno di violetta profumata. Il sorso svela una buona struttura e avvolge il palato con un tannino armonico e vellutato. Il finale è fresco e persistente.

Curiosità sulla Malvasia Nera

Questo vitigno vanta anche delle nobili citazioni letterarie come quella di Shakespeare nel Riccardo III. Una menzione sicuramente poco piacevole (uno dei personaggi citati annega in una botte di Malvasia) ma è comunque la prova che nel Seicento questa uva era conosciuta e apprezzata già in molte nazioni europee. Scegli adesso i nostri vini rossi e inizia dal Salento: non aspettare a comprare il tuo BLEND Negroamaro - Malvasia online!
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA – BOTTIGLIA DA 750 ml

8.50
L’olio extravergine di oliva, estratto a freddo dell'azienda Tenuta Roca Nuova (blend tra le varietà Ogliarola SalentinaCellina di Nardò e Leccino) è un olio elegante e di alta qualità, fiore all’occhiello della nostra produzione. Ha un grande potere nutraceutico dovuto all’alto livello di polifenoli in esso contenuto. Luogo di produzione
Agro di Melendugno – Salento –  sito al centro della penisola salentina. Epoca e metodo di raccolta Dalla prima alla seconda decade di ottobre. Brucatura a mano e pneumatica. Estrazione A ciclo continuo. Spremitura a freddo entro tre ore dalla raccolta. Profilo organolettico All’olfatto il fruttato è ampio e pulito, caratterizzato da sentori di vegetali freschi e mandorla. Al gusto è avvolgente e sapido, con giusto equilibrio di amaro e piccante. Conferma le note decise di vegetali freschi ed erbe aromatiche. Abbinamenti consigliati Ideale per piatti a base di pesce, crostacei, frutti di mare, tartare di carne, verdure cotte e insalate, capresi, pinzimoni.
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TARALLI DOLCI AL PISTACCHIO

3.50

Pistacchi, proprietà e come utilizzarli

I pistacchi sono i semi della pianta di pistacchio (Pistacia vera) appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae. Ricchi di sostanze antiossidanti, sono ottimi alleati per la salute degli occhi e per prevenire disturbi cardiovascolari. Scopriamoli meglio.
>  I principali nutrienti dei pistacchi >  Le proprietà >  I pistacchi in cucina Pistacchi, proprietà e benefici

Principali nutrienti dei pistacchi

pistacchi sono molto energetici ed hanno un alto contenuto calorico (circa 600 calorie per 100 grammi), vanno perciò consumati con moderazione soprattutto per chi ha problemi di ipertensionediabete o obesità, anche perché sono spesso commercializzati dopo salatura. Il contenuto lipidico è prevalentemente costituito da grassi mono e polinsaturi, perciò grassi “buoni”. Nei pistacchi, rispetto ad altri semi oleosi, sono presenti maggiori quantità di sostanze antiossidanti: luteinabeta-carotene e tocoferoli. Prezioso anche l'apporto di sali minerali (fosforo, calcio, potassio e ferro) e vitamine (E, B1 e B6).

 Proprietà

In quanto molto energetici, i pistacchi sono ottimi per integrare la dieta dei bambini o di chi pratica sport. L'assunzione regolare di pistacchi aiuta a tenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue e a prevenire disturbi cardiovascolari. Gli antiossidanti naturali di cui sono ricchi questi frutti contribuiscono a mantenere in salute pelle e occhi. Nella medicina popolare tanto praticata dai nostri avi il pistacchio è stato usato contro mal di denti e disturbi al fegato. Le proprietà curative e nutrizionali del pistacchio sono conosciute dall'antichità e questo prezioso seme è stato uno dei primi spuntini dell'uomo.

I pistacchi in cucina

Il pistacchio è un seme molto utilizzato in cucina. Con il suo caratteristico colore verde (caratteristico al punto che il termine “pistacchio” è utilizzato per indicare precise tonalità di questo colore) e il suo sapore inconfondibile, il pistacchio è usato per condimenti e salse (da provare il pesto al pistacchio) nelle ricette salate, ma anche  come ingrediente per dolci, gelati e torroni. Una preparazione gastronomica molto diffusa e apprezzata è quella della mortadella aromatizzata al pistacchio. In Italia la coltivazione del pistacchio non è molto diffusa ma in Sicilia sono particolarmente rinomati i pistacchi di Bronte, tutelati dal marchio DOP: "Pistacchio Verde di Bronte". Una curiosità: l'inno di Bronte è dedicato proprio a questo meraviglioso frutto della Terra e si intitola “Diamanti virdi”. Oltreoceano i pistacchi hanno una storia relativamente recente: si sono affacciati nelle abitudini alimentari degli americani attraverso il gelato al pistacchio e venduti nei distributori come snack ma con il guscio dipinto di rosso per attirare l'attenzione. Il pistacchio ha una storia molto antica invece nel “vecchio mondo”, dove è da sempre apprezzato tanto da aver ricevuto nomi di tutto rispetto che ne decantano l'importanza: in Iran viene chiamato il “seme che sorride” mentre in Cina il “seme felice”. L'idea in più: una volta consumati i pistacchi non buttiamo via i gusci che, triturati, si trasformano in un ottimo concime organico per il nostro orto.  
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TARALLI DOLCI – AL VINO PRIMITIVO

3.50
Per chi si volesse tentare da casa a realizzare i taralli al vino primitivo, vi allego una ricetta di facile esecuzione: Ingredienti per una cinquantina di taralli 650 gr di farina "0" 180 gr di olio extravergine di oliva TENUTA ROCA NUOVA 150 gr di vino rosso Primitivo kRASI 100 gr di zucchero 90 ml di acqua 1 cucchiaino di sale 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio zucchero di canna per lo spolvero finale mandorle pelate (una cinquantina)   Tarallini dolci al vino e mandorle Per preparare i taralli dolci al vino primitivo bisogna mescolare gli ingredienti in un robot da cucina (o a mano per chi non lo avesse). Chi utilizzatail Bimby, deve usare modalità spiga inserendo dapprima i liquidi poi le polveri. Di farina ce ne potrebbe andare di meno o di più, dipende dall’olio utilizzato e dal tipo di farina. Io ho usato il nostro, quindi la quantità è riferita al nostro extravergine. L’impasto ha raggiunto la consistenza giusta quando si presenta non appiccicoso ma non troppo secco. Una volta preparato l’impasto rovesciarlo su una spianatoia e tagliarlo e pezzi. Cospargere lo zucchero di canna su un lato della spianatoia e rotolare i pezzi di impasto formando dei cilindri. Tagliare i cilindri in pezzi da 5 cm circa e chiuderli ad anello. Disporre una mandorla nel buco del tarallino e sistemare su una teglia da forno rivestita da carta da forno. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti circa. Conservare i taralli dolci al vino in una scatola di latta.
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TARALLI DOLCI MANDORLE E FICHI

3.50

I fichi secchi con le mandorle, un po’ di sole d’agosto anche in inverno

Impossibile resistere ai fichi secchi con le mandorle, una bontà realizzata dalle nostre nonne che amavano conservare questi ‘preziosi’ frutti estivi per gustarli anche in inverno. Preparare in casa questo dolce tradizionale pugliese è davvero semplice. Bisogna solo avere un po’ di pazienza e lasciare che il sole d’agosto del Salento ‘asciughi’ del tutto i fichi. Come accade per la conserva – altra specialità gastronomica tutta nostrana – la teglia dove vengono sistemati i frutti tagliati a metà (in passato si usavano i cannizzi) deve essere protetta e ritirata al tramonto, per evitare che l’umidità notturna interferisca con il processo di essiccazione che dura, più o meno, 10 giorni. Un tempo era il dolce dei poveri, non c’era campagna del sud o giardino dove non sia stato piantato un albero di fico. Oggi, le "fiche cu le mennule" o le "fiche cucchiate" con l’inconfondibile profumo di limone, alloro e cannella hanno acquistato una meritata popolarità.

La ricetta dei fichi secchi con le mandorle

Due ingredienti semplici danno vita ad un dolce originale e davvero gustoso. La ricetta per preparare il fico mandorlato si tramanda da generazioni, anche se il procedimento può essere leggermente diverso, anche passando da una città all'altra del Salento.

Ingredienti

  • 1 kg di fichi
  • 100 grammi di mandorle
  • cannella in polvere o in stecche
  • la buccia grattugiata di un limone
  • foglie di alloro

Procedimento

  1. Tagliate i fichi maturi nel senso della lunghezza, senza sbucciarli e facendo attenzione a lasciarli attaccati da in lato. Riponete i fichi tagliati, con la polpa verso l’alto, su un supporto pulito e teneteli al sole ad essiccare. Riparateli la sera per evitare che assorbano l’umidità notturna. E girateli ogni tanto. Ripetete queste operazioni per almeno dieci giorni, fino a quando i fichi risulteranno completamente secchi. Ad essiccazione completa infornate i fichi nel forno a 180° per 5 minuti.
  2. Fate raffreddare i fichi e intanto procedete alla tostatura delle mandorle.
  3. Mettete le mandorle in una teglia senza privarle della loro buccia e infornatele. Regolatevi con il tempo, le mandorle si devono solo tostare e non bruciare. Una volta pronte fatele raffreddare.
  4. In un piattino grattugiate la buccia di un limone che avrete precedentemente lavato e asciugato bene.
  5. Spezzettate i bastoncini di cannella in pezzi piccoli.
Ora che tutti gli ingredienti sono pronti potete procedere con la composizione dei fichi, l’operazione richiede tanta pazienza e va ripetuta per ogni coppia di fichi secchi.

Preparazione finale

  1. Prendete i fichi arrostiti e all’interno metteteci un po’ di buccia di limone e pezzi di cannella. Aggiungete, per ultima, la mandorla e richiudete il fico.
  2. Ripetete questi passaggi per tutti i fichi che avete messo a essiccare.
  3. Mettete i fichi chiusi su una teglia e infornate a 150°, fino a doratura.
  4. Appena sfornati potete sistemarli, ancora caldi, in un vasetto di vetro o in un contenitore di terracotta.
  5. Alternate ad ogni strato di fichi delle foglie di alloro.

Fichi secchi al cioccolato

Per renderli ancora più gustosi potete immergere i fichi secchi nel cioccolato fondente (o nel cioccolato bianco, a seconda del gusto personale) fuso a bagnomaria. Potete anche aggiungere scorzette di arancia per ‘aromatizzare’ il cioccolato. Fate solidificare a temperatura ambiente e poi riponete i fichi secchi al cioccolato in una scatola di latta. Si conservano per circa una settimana, in un luogo fresco ed asciutto. In alternativa, potete farli ripieni al cioccolato (aggiungendo dei pezzettini di cioccolato insieme alle mandorle, alla scorza di limone e alla cannella). Ancora, quando mettere i fichi secchi nel vasetto, invece delle foglie di alloro, potete ricoprirli di cacao amaro in polvere. Così conservati, al momento di gustarli avranno un retrogusto di cacao. Consigli: la ricetta, come detto, varia. C’è chi aggiunge chiodi di garofano, chi l’arancia candita o il cedro candito. Vi consigliamo per la prima volta di provare la ricetta originale e poi di personalizzarla secondo i gusti personali.
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TARALLI DOLCI COCCO E CIOCCOLATO

3.50

RICETTA FACILISSIMA PER TARALLI DOLCI FATTI IN CASA

I taralli pugliesi sono facilissimi da preparare anche in casa, tutte le volte che vuoi: un semplice impasto di acqua, farina, olio e vino bianco dà vita a dei tarallini friabili e croccanti grazie alla doppia cottura! https://www.youtube.com/watch?v=6-r7fBBWJjw RICETTA TARALLI DOLCI PUGLIESI INGREDIENTI : 300 gr di farina 0'- 120 gr di zucchero semolato- 2 uova- 100 gr di olio d'oliva- 80 gr di amido di mais- mezza bustina di lievito per dolci ( 7-8 gr ) -la fiala d'arancio o limone oppure grattugia d'arancio o limone. Scegli adesso i nostri taralli dolci o salati e inizia dal Salento: ti aspettano  online!
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TARALLI DOLCI CROCCANTINO E RUM

3.50

TARALLI DOLCI CROCCANTINO E RUM, fatti a mano

I taralli dolci di Tenuta Roca Nuova, al gusto Croccantino e Rum, sono preparati con un impasto a base di farine di grano selezionato, vino bianco, il nostro olio extra vergine d'oliva. Prodotto tipico pugliese, è reso originale dalla sua friabilità e dal gusto che lo rende stuzzicabile ai più esigenti palati. CONFEZIONAMENTO: 
  1. Imballo primario: confezionati in buste "per alimenti" ai sensi del D.M. 21/03/1973 da gr. 300.
  2. Imballo secondario: cartone espositore contenente n. 25 pezzi da grammi 300
  3. Palletts: tipo Epal, contiene 8 colli per strato per 5file per un totale di 40 colli .
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TARALLI PATATE E ROSMARINO

3.00

Taralli artigianali al gusto Patate e Rosmarino, fatti a mano

I taralli artigianali di Tenuta Roca Nuova, al gusto di patate e rosmarino, sono preparati con un impasto a base di farine di grano selezionato, vino bianco, il nostro olio extra vergine d'oliva. Prodotto tipico pugliese, è reso originale dalla sua friabilità e dal gusto che lo rende stuzzicabile ai più esigenti palati. CONFEZIONAMENTO: 
  1. Imballo primario: confezionati in buste "per alimenti" ai sensi del D.M. 21/03/1973 da gr. 300.
  2. Imballo secondario: cartone espositore contenente n. 25 pezzi da grammi 300
  3. Palletts: tipo Epal, contiene 8 colli per strato per 5file per un totale di 40 colli .
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TARALLI CACIO E PEPE

3.00

Taralli artigianali Cacio e Pepe, fatti a mano 

I taralli sono preparati con un impasto a base di farine di grano selezionato, vino bianco, il miglior olio extra vergine d'oliva. Prodotto tipico pugliese, è reso originale dalla sua friabilità e dal gusto che lo rende stuzzicabile ai più esigenti palati. CONFEZIONAMENTO: 
  1. Imballo primario: confezionati in buste "per alimenti" ai sensi del D.M. 21/03/1973 da gr. 300.
  2. Imballo secondario: cartone espositore contenente n. 25 pezzi da grammi 300
  3. Palletts: tipo Epal, contiene 8 colli per strato per 5file per un totale di 40 colli .
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA LATTINE DA 5 LITRI

40.00

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

ESTRATTO A FREDDO - FRUTTATO DELICATO

L’olio extravergine di oliva, estratto a freddo dell'azienda Tenuta Roca Nuova è un blend tra le varietà Ogliarola SalentinaCellina di Nardò e Leccino, è un olio elegante e di alta qualità fiore all'occhiello della nostra produzione. La maggior parte degli uliveti si trovano in agro di Melendugno, nel cuore del Salento, la raccolta viene effettuata dalla prima alla seconda decade di ottobre per poi protrarsi anche fino a gennaio febbraio quando le annate sono ottime, attraverso brucatura a mano oppure pneumatica effettuata con abbacchiatori e scuotitori. Le olive vengono frante a freddo entro massimo tre ore dalla raccolta presso un frantoio di fiducia e danno vita ad un olio dal colore verde, leggermente velato a causa della decantazione naturale. Il profumo si presenta molto fruttato ma pulito, caratterizzato da sentori di vegetali freschi e mandorla. Il gusto è avvolgente e sapido, con giusto equilibrio di amaro e piccante. Conferma le note decise di vegetali freschi ed erbe aromatiche, in un buon equilibrio tra amaro e piccante. Chiude con una nota che ricorda l'origano. La molitura viene effettuata presso frantoio affiliato, mediante macchine a ciclo continuo, con spremitura ed estrazione a freddo entro tre ore dalla raccolta. L'olio extravergine di oliva, da usare principalmente a crudo, è ideale per piatti a base di pesce, crostacei, frutti di mare, tartare di carne, verdure cotte e insalate, capresi, pinzimoni. Ha un grande potere nutraceutico dovuto all'alto livello di polifenoli in esso contenuto.

Proprietà Salutari

 
Risultato immagini per olio extravergine di olivapolifenoli rappresentanto i compononenti benifici più importanti nell'olio extravergine di oliva. L'elevata presenza di polifenoli è riconoscibile tramite il caratteristico gusto amaro e piccante dell'olio. I polifenoli sono una famiglia di composti chimici molto importanti per la salute perchè:
  • sono antiossidanti, quindi combattono i "radicali liberi" dell'organismo prevenendo  forme tumorali e altre malattie;
  • riducono il colesterolo cattivo, riducendo  rischi di infarti;
  • hanno un'azione antiinfiammatoria, attraverso l'inibizione di enzimi pro infiammatori;
  • sono immunomodulatrici, hanno la capacità di modulare funzioni immunitarie, in particolar modo i processi infiammatori legati al sistema immunitario
Altre componenti benefiche dell'extravergine sono gli acidi grassi insaturi, in particolare l'acido oleico che può essere considerato il protettore delle arterie in quanto si lega al colesterolo nel sangue trascinandolo via.  Va ricordato che l'olio extravergine d'oliva non contiene assolutamente colesterolo e che l'acido oleico ha la proprietà non solo di ridurre il livello del colesterolo cattivo, ma anche di aumentare quello del colesterolo buono.

Consigli Gastronomici

 
Risultato immagini per olio extravergine di oliva insalataIl suo profumo e il suo gusto si esaltano su pane tostato, zuppe di legumi e cereali. Eccellente con selvaggina e verdure grigliate, ottimo da utilizzare per la preparazione di sughi, mantecatura di paste e riso in padella. Il formato della lattina di olio è perfetto per conservare al meglio la scorta di olio all'interno della vostra cucina o del vostro magazzino.
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA – LATTINE DA 3 LITRI

25.00
L’olio extravergine di oliva Donna Oleria DOP Terra d'Otranto (blend tra le varietà Ogliarola SalentinaCellina di Nardò e Leccino) è un olio elegante e di alta qualità, fiore all’occhiello della nostra produzione. Ha un grande potere nutraceutico dovuto all’alto livello di polifenoli in esso contenuto. Luogo di produzione
Agro di Monteroni di Lecce – Salento –  sito al centro della penisola salentina. Epoca e metodo di raccolta Dalla prima alla seconda decade di ottobre. Brucatura a mano. Estrazione A ciclo continuo. Spremitura a freddo entro tre ore dalla raccolta. Profilo organolettico All’olfatto il fruttato è ampio e pulito, caratterizzato da sentori di vegetali freschi e mandorla. Al gusto è avvolgente e sapido, con giusto equilibrio di amaro e piccante. Conferma le note decise di vegetali freschi ed erbe aromatiche. Abbinamenti consigliati Ideale per piatti a base di pesce, crostacei, frutti di mare, tartare di carne, verdure cotte e insalate, capresi, pinzimoni.
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